La community

Google Gruppi
Iscriviti a La community di Cambia vita in sette giorni
Email:
Visita questo gruppo
Visualizzazione post con etichetta comunicazione interpersonale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicazione interpersonale. Mostra tutti i post

12 novembre 2007

Quando l'abito fa il monaco

Alessandra MangatiaLa comunicazione efficace è un pilastro della nostra vita, fatta di relazioni in ambito personale o professionale. Alessandra Mangatia, autrice dell'ebook L'abito fa il monaco, offre un punto di vista femminile sull'arte della comunicazione. Un'arte che si può imparare, grazie ad un atteggiamento mentale di apertura e curiosità. E grazie anche ad una buona stima di sè che è una base indispensabile per comunicare con sicurezza e senza stress.

"Per quanto riguarda la comunicazione - afferma Alessandra - l’aver stima di sé è un elemento di fondamentale importanza. Guardarsi allo specchio e vedersi in modo positivo ci aiuta con il resto del mondo in ogni momento della nostra vita; viceversa, una considerazione negativa di se stessi può determinare un maggior timore nell'affrontare i problemi e le circostanze della vita e una minore capacità di recupero di fronte agli insuccessi. Anche in ambito comunicativo si rischia di non poter raggiungere dei livelli ottimali se non si crede nelle proprie forze reali".

Credere nel proprio valore e sentirsi intimamente sicuri, aiuta a rispondere adeguatamente a sfide e opportunità; al contrario, se non crediamo in noi stessi e nelle nostre capacità e nel nostro essere degni d'amore e di stima, affronteremo la vita con più difficoltà.

Pensiamoci un momento. Quanto più alta è la stima di noi stessi, tanto più tendiamo ad essere ambiziosi, non solo e non necessariamente riguardo a carriera o guadagni, ma più in generale, per tutto ciò che speriamo di ottenere dalla vita, sia in ambito affettivo e sentimentale che nella sfera intellettuale, creativa, spirituale. Più è bassa invece la stima di noi stessi, più i nostri obiettivi sono limitati e addirittura più difficile diventa raggiungerli.

Entrambe queste posizioni tendono a rafforzarsi e a perpetuarsi: più ci stimiamo più sentiamo il bisogno di esprimere la nostra ricchezza interiore e di confrontarci con gli altri; quando invece ci sottovalutiamo diventa più difficile portare avanti le proprie idee, esprimere i propri sentimenti e in ultima analisi entrare in relazione con gli altri.

20 ottobre 2007

Il linguaggio del corpo

Il Linguaggio del corpo gioca davvero un ruolo cosi' importante quando ci relazioniamo con gli altri? La risposta e' assolutamente SI'! In particolar modo, il nostro linguaggio del corpo, influenza enormemente il giudizio che gli altri si fanno su di noi. Ad esempio, se esci ad un appuntamento con una persona del sesso opposto, i messaggi che il tuo corpo manda rivelano un sacco di cose su di te. La persona che avrai di fronte ricevera' questi messaggi e il suo cervello li processera' a livello inconscio. Il risultato di questo processo inconscio e automatico, contribuira' in maniera decisiva a formare l'opinione che quella persona avra' di te.

Per capire meglio la natura inconsapevole di cio' che ciascuno di noi recepisce dai messaggi non verbali che le altre persone ci inviano, facciamo un esempio pratico. Supponiamo che tu provi un'antipatia istintiva per qualcuno. Fondamentalmente quella persona non ti ha detto o fatto niente di male ma rimane il fatto che tu proprio non la sopporti! Se ti venisse chiesto il perche' di questa tua avversione probabilmente non sapresti rispondere in quanto il giudizio che ti sei creato su quella persona proviene da un meccanismo di percezione e di elaborazione che lavora al di sotto della soglia di volonta'.

Un altro esempio. Ti e' mai successo di avvicinare una persona, magari dell'altro sesso e, nonostante tutte le tue buone intenzioni, hai ricevuto solo reazioni negative? Questo fenomeno apparentemente strano e inspiegabile si verifica ogni volta che il tuo corpo invia messaggi sgradevoli attraverso la gestualita', la postura e il tono di voce. E' pertanto di fondamentale importanza imparare a mandare i segnali giusti nel momento in cui vogliamo ottenere risultati positivi nel comunicare con gli altri!

Ecco qui di seguito 5 semplici accorgimenti da mettere in pratica per cominciare a comunicare efficacemente con il linguaggio del corpo:

1) Il tuo viso. Rilassa i muscoli facciali in modo da evitare espressioni che indichino nervosismo.

2) La tua voce. Parla in tono calmo, tranquillo e sicuro in modo da far capire che sei assolutamente convinto/a di quello che stai dicendo.

3) Le tue spalle. Le spalle contratte o inarcate mandano un chiaro segnale di nervosismo o insicurezza. E' necessario fare esercizi per mantenerle sciolte e rilassate.

4) La tua postura. L'intera postura del corpo deve comunicare che ti trovi perfettamente a tuo agio con cio' che stai dicendo o facendo.

5) La tua gestualita'. Evita di muoverti a scatti o nervosamente in quanto questo potrebbe far pensare che ti senti inadeguato/a oppure in colpa per quello che stai dicendo o facendo. Un modo di gesticolare nervoso potrebbe addirittura mettere in dubbio la tua sincerita' o peggio la tua onesta'. Muoviti nell'ambiente con calma e disinvoltura presupponendo di sapere perfettamente cio' che vuoi.

E' possibile capire cio' che una persona pensa osservando il suo linguaggio del corpo? Anche in questo caso la risposta e' si'. Al di la' di questo, capire, saper interpretare e usare propriamente il linguaggio del corpo ci permette di:

-Capire se una persona e' sincera oppure sta mentendo.
-Capire se una persona del sesso opposto e' attratta.
-Creare i presupposti per indurre interesse sessuale e romantico.
-Ottenere stima, rispetto e considerazione dagli altri.
-Mettere le altre persone a proprio agio in nostra presenza.
-Fare nuove amicizie e creare nuove relazioni.
-Persuadere, convincere.

Chiunque puo' imparare e diventare abile nel leggere e “parlare” correttamente il linguaggio del corpo. Occorre innanzitutto tener conto che, come tutti i linguaggi, anche quello parlato dal corpo ha la sua grammatica e la sua sintassi. L'errore che molti commettono nell'interpretazione dei segnali corporei, consiste nell'attribuire un significato specifico a un singolo gesto isolandolo da tutti gli altri. Questo e' un errore in quanto sarebbe come cercare di capire il significato di una frase leggendo soltanto una parola ogni quattro.

Se vogliamo leggere correttamente i segnali che una persona ci invia con il suo corpo dobbiamo dapprima osservare la sua gestualita' da un punto di vista generale e soltanto in seguito analizzarne i singoli gesti, altrimenti potremmo rischiare ad esempio di scambiare un semplice gesto compulsivo per un segnale di interesse o rifiuto!

Un altro vantaggio che la conoscenza del linguaggio del corpo ci puo' dare consiste nell'andare al di la' delle barriere sociali. Ciascuno di noi infatti quando si presenta in pubblico lo fa indossando una maschera che cela gran parte della personalita' e delle reali intenzioni. Saper leggere i segnali del corpo ci da' la possibilita' di vedere cosa c'e' dietro alla maschera e quindi capire il vero carattere di una persona e cio' che sta effettivamente pensando.

(seduzione.net)

18 ottobre 2007

Le regole per gestire i diverbi

Stephen J. HopsonIl vostro prossimo è nervoso? Colleghi, amici, conviventi, vigili urbani e parenti possono guastare le giornate anche del buon Samaritano. Per questo secondo Sartre “l’inferno è l’altro” (inteso appunto come il prossimo). Per uscire vivi e possibilmente senza troppi danni da una conversazione che si fa troppo accesa, un guru della comunicazione ha stilato i suoi personali comandamenti. Si tratta di Stephen J. Hopson, già broker a Wall Street che dall’anno scorso si è trasformato in un motivational speaker, una sorta di motivatore della comunicazione interpersonale. In base alla sua inveterata esperienza a trattare soprattutto con gli uomini d’affari incravattati e, spesso, sull’orlo di una crisi di nervi, Hopson propone sette semplici regole cui attenersi in caso di imminente litigio.



Le sette regole

1) restate calmi: regola d’oro in quasi tutte le situazioni, secondo Hopson quando il diverbio è in atto meglio tacere e lasciare sfogare l’arrabbiato.

2) Lasciate che l’altro conduca la conversazione: premessa al primo punto, se l’altro gestisce la conversazione sarà più facile tacere durante lo sfogo. Nella maggior parte dei casi l’interlocutore disputante ha solo voglia di sfogarsi un po’ e di essere ascoltato.

3) Tenete in considerazione il punto di vista altrui: altrimenti state parlando da soli.

4) Riconoscete le ragioni dell’interlocutore: altrimenti state di nuovo parlando da soli, oppure siete passati dalla parte dell’interlocutore arrabbiato. Hopson consiglia la seguente formula per dichiarare all’altro la vostra attenzione: «Sì, sì, capisco quello che intendi».

5) Se gli insulti sono sulla punta della lingua, andatevene: quando butta proprio male, fate presente che l’ira è cattiva consigliera e cambiate momentaneamente aria.

6) Se siete in errore ammettetelo: facile a dirsi, quando accade l’interlocutore probabilmente vi amerà per il resto della vita.

7) Usate l’immaginazione: se proprio non potete calmare, blandire, coccolare e scappare, usate l’immaginazione e trasformate il tiranno che vi sta innanzi in un orco buono, in un personaggio delle favole, con una psicologia semplice e burbera. Sarà più facile tollerare l’attacco e uscirne indenni.

Fonte Il Corriere

Google