I premi della vita si trovano al termine di ogni viaggio, non agli inizi; e non mi è dato di sapere quanti passi sono necessari per raggiungere la meta. Non permetterò mai che una giornata finisca con un insuccesso. Quando gli altri si ritirano dalla lotta, allora comincerà la mia, e il mio raccolto sarà grande. Non ho che una sola vita, e la vita altro non è che la misura del tempo. Sciupando il tempo distruggo la vita. Se sciupo l'oggi distruggo l'ultima pagina della mia vita. Quindi amerò ogni ora di questo giorno poichè essa non tornerà mai più. (Og Mandino)
Quando si parla di crescita personale, è inevitabile parlare di autostima. E' qui, nell'immagine che abbiamo di noi stessi, la chiave della felicità e del benessere, in tutte le sfere della vita.
Ognuno di noi costruisce la propria immagine fin dall'infanzia, con tutto ciò che i genitori, parenti, maestri e compagni di scuola dicono di noi, e si rafforza o si modifica a seconda dei risultati ottenuti. E' un'esperienza molto soggettiva, legata principalmente a quello che sentiamo e pensiamo di noi stessi. Non dimentichiamo che spesso siamo i nostri giudici più severi.
Tre sono gli aspetti principali dell'autostima.
L'amore per se stessi. E' l'apprezzamento e l'accettazione per noi stessi, nonostante i nostri difetti e a prescindere dalle prestazioni. Possiamo modificare quello che per noi è migliorabile, per la nostra realizzazione, ma non dimentichiamo che la prima cosa è riuscire ad accettarci, lasciando andare la pretesa di essere perfetti.
L'autoimmagine. La visione positiva di noi stessi ci permette di sentirci all'altezza in qualsiasi cosa la vita ci riservi.
La fiducia in se stessi. Sentirci capaci di agire in modo adeguato nelle varie situazioni ed essere consapevoli di avere tutte le risorse necessarie per affrontare le "sfide" della vita. E' fondamentale per riuscire a raggiungere l'obiettivo che ci sta a cuore.
L'insieme di questi tre aspetti costituisce l'autostima, il modo di metterci in relazione col mondo e con gli altri. Ed anche il modo di interpretare e dare un significato a tutto quello che è al di fuori di noi.
Possiamo dire che l'autostima è come una lente attraverso la quale osserviamo gli eventi e attribuiamo loro un significato, dando luogo ad un processo che va a consolidare l'opinione che abbiamo di noi stessi, del nostro potenziale, dei nostri standard, e di quelli che pensiamo siano i nostri limiti. E i risultati di questo processo influiscono sul modo di presentarsi agli altri, sulla rapidità nel passare all'azione per realizzare gli obiettivi e - ultimo ma non meno importante - sul modo di reagire di fronte ai successi ed agli insuccessi.
Semplificando al massimo il discorso, un'alta autostima si accompagna ad un'alta perseveranza nella riuscita di un'attività che si è scelta, mentre una bassa stima di sé va insieme ad una più facile resa in caso di difficoltà o di non approvazione degli altri.
Per questo, è molto importante essere consapevoli che la nostra autostima influenza il nostro comportamento, le nostre relazioni sociali, la nostra efficienza sul lavoro, la nostra vita affettiva. A loro volta, tutto questo influenza i nostri risultati.
E l'unico modo per vivere bene, è riuscire a far tacere l'autocritica e trovare la sicurezza dentro di sè, senza affidarla all'approvazione ed al riconoscimento altrui. Solo così possiamo prendere decisioni da soli e metterci in relazione con gli altri in un rapporto di parità e uguaglianza.
L'autostima ci rende ambiziosi, in tutto quello che vogliamo ottenere nella vita: dalla carriera alla sicurezza economica, negli affetti e nella sfera intellettuale e spirituale. Un circolo virtuoso che si alimenta ogni giorno, con i pensieri e con le azioni.
Occorre essere realisti, e lavorare per obiettivi. Possiamo porci obiettivi concreti e realizzabili, e e sentirci gratificati all'idea che sono già realizzati. E' il potere delle credenze potenzianti riguardo noi stessi che ci accompagna nel cammino. Essere convinti di riuscire rende il percorso più semplice e piacevole. E una volta raggiunto l'obiettivo, avremo una conferma della credenza potenziante. Provare per credere, magari con l'aiuto delle affermazioni positive, che trovate in questa pagina.
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19 marzo 2008
Autostima, cosa (non) si fa per te
17 marzo 2008
Pensiero positivo, la via del benessere
Dicono che la fortuna che aiuta gli audaci. E' lo stesso meccanismo per cui le cose belle della vita accadono a chi sa goderne e apprezzarle. La saggezza popolare, ancora, suggerisce che "cuor contento il ciel l'aiuta". Un circolo che può essere vizioso o virtuoso. Se la negatività genera malcontento e sfiducia, la positività invece produce benessere e gioia. La scelta è soltanto nostra, solo noi possiamo decidere di fare della nostra vita un susseguirsi di momenti e giorni di gioia e armonia. E decidere di cambiare tutto quello che limita e ostacola il nostro benessere psico-fisico.
Di questo parla Penso Positivo di Giancarlo Fornei, un libro che esorta, tramite tecniche mentali e associative, alla positività in tutte le cose, anche nella trasmissione di credenze e informazioni ad amici, parenti e ai propri figli.
Il cervello umano è una macchina perfetta, con diverse ed illimitate potenzialità ed è l’essere umano ad avere il compito di nutrirlo correttamente con immagini positive. Una sorta di diapositiva proiettata nella mente dell’individuo, una fotografia ideale di se stessi che poco a poco diventa reale, una nuova identità.
Tutto ciò è necessario per l’autostima e per avere sempre la convinzione di essere vincenti in ogni situazione. Riuscire nella vita è pensarlo e credere di poterlo fare. Fornei, formatore motivazionale & personal coach, fornisce una metodologia di introspezione, una “best way” per incanalare i nostri pensieri verso la positività e il successo.
15 marzo 2008
I segreti del successo (2)
Ogni giorno degli uomini e delle donne, come guidati da una mano misteriosa, emergono dalla folla ottenendo successi straordinari chi in campo professionale, chi in campo relazionale.
Ad essi la folla ignorante attribuisce il favore della fortuna, oltre che il possesso di qualità eccezionali di cui gli altri esseri umani sarebbero privi.
L’esame psicologico e le confidenze di tali persone, come di quelle che si lamentano di non avere successo nelle loro imprese, ci permettono di affermare con certezza che tutti hanno più o meno le stesse capacità e le stesse probabilità di riuscita.
I successi degli uni e gli insuccessi degli altri, non dipendono né dal caso né da qualità eccezionali, ma da una questione di METODO. Anche il soggetto meno dotato, se sa scoprire le forze latenti che sono in lui e se sa utilizzare i segreti che sono alla base delle relazioni umane, otterrà infallibilmente i successi più lusinghieri.
Tutti coloro che hanno raggiunto un qualsiasi obiettivo, anche modesto, hanno seguito, consapevolmente o inconsapevolmente, un METODO. Ma soprattutto hanno seguito UN METODO CHE FUNZIONA. La mancanza di uno schema, di una strategia o di un piano d’azione, porta inevitabilmente al fallimento in quanto è estremamente difficile colpire un bersaglio procedendo a tentoni.
Obiezione: “Ma utilizzare schemi e strategie, ad esempio nell’ambito di una relazione sentimentale, non rischia di togliere spontaneità e carica emozionale al rapporto?
Risposta: Immagina una storia d’amore come se fosse un film… alla produzione di un film partecipano fondamentalmente due categorie di persone. Una categoria che possiamo definire ATTIVA-CREATIVA a cui fanno parte sceneggiatore e regista. E una categoria passiva a cui fanno parte gli attori. Ora, lo sceneggiatore e il regista scelgono e decido in totale libertà come si deve svolgere il film. Utilizzano liberamente il loro ingegno per CREARE la trama, il carattere dei personaggi, la modalità delle scene, i costumi, il finale ecc.
Gli attori, invece devono sottostare e ubbidire alle istruzioni del regista e dello sceneggiatore. Non possono prendere alcuna decisione riguardo allo svolgimento della trama e su come deve andare a finire la storia raccontata nel film. Secondo te, per un essere umano, che cosa è più spontaneo, emozionante, eccitante e gratificante? Scegliere e creare in totale libertà oppure subire passivamente le scelte degli altri?
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Grazie a questo esempio possiamo facilmente capire come il seguire un metodo non solo rende emozionante il raggiungimento di un obiettivo, ma ci permette tra le altre cose di utilizzare finalmente al meglio la creatività. Quella creatività che molto spesso ci viene impedito di usare perché siamo costretti a sottostare alle decisioni o addirittura ai comportamenti strampalati altrui.
Obiezione: “Ma se questi metodi sono così efficaci, come mai non li utilizzano tutti?”
Risposta: Quando un bambino viene al mondo, il suo cervello è come un quaderno nuovo, con tutte le pagine bianche e pronte per essere scritte. Non appena il neonato esce dal ventre materno, coloro che lo circondano fanno a gara per scrivere sul suo quaderno. Ma non solo, non appena il povero bambino tenta di scrivere qualcosa sul suo quaderno, arriva qualcuno che gli toglie la matita di mano mettendosi a scrivere a sua volta.
Alcuni di questi insegnanti pieni di zelo ci impartiscono conoscenze utili come ad esempio fare i conti, guidare l’automobile, suonare uno strumento musicale, progettare un macchinario ecc. ecc.
Altri purtroppo ci insegnano cose deleterie come la timidezza, l’insicurezza, la paura del giudizio altrui e via discorrendo. Come se ciò non bastasse, la società in cui viviamo fa di tutto per renderci ansiosi, frustrati e insoddisfatti in quanto chi è ansioso e frustrato è più facile da controllare. Scuola, politica e chiesa ci insegnano che al mondo si viene solo per soffrire, che bisogna lavorare sodo per vivere, che il successo è un privilegio di pochi e che a tutto ciò non c’è rimedio.
E’ quindi chiaro e comprensibile che una persona, la quale cresce con la convinzione che non vi è rimedio alla sofferenza, difficilmente prenderà in considerazione vie alternative.
Anche in questo caso… ognuno tragga le sue conclusioni.
(Seduzione)
I segreti del successo (1)
Una stessa azione ripetuta per mille volte, porta per mille volte allo stesso risultato. Questo è un principio molto semplice e apparentemente scontato ma che pochissime persone considerano nel momento in cui si devono cimentare nel raggiungimento di un obiettivo.
Molto spesso, quando ti proponi di ottenere qualcosa, cominci a fare quello che reputi giusto senza però tener presente che ciò che si ritiene giusto non sempre funziona. Non solo, anche quando ti accorgi che quello che fai non funziona, continui ottusamente a farlo nella speranza che domani vada meglio. E il risultato è che domani commetterai sempre gli stessi errori di oggi che ti porteranno inevitabilmente agli stessi fallimenti.
Non è molto difficile prevedere il futuro di una persona: se oggi è uguale a ieri, domani sarà uguale a oggi e così via. “Incontro sempre lo stesso tipo di donna e la storia finisce sempre allo stesso modo”; “Incontro sempre lo stesso tipo di uomo che mi tratta e mi molla sempre nello stesso modo”. Queste sono le considerazioni più frequenti che fanno le persone rivolgendosi alla nostra scuola.
E’ ovvio che le tue vicende sentimentali e i tuoi risultati sul lavoro seguono schemi ciclici: questo capita perché ti ostini a fare sempre le stesse cose. E sovente l’orgoglio ti porta a vivere nella convinzione che quello che fai tu è giusto mentre sono gli altri a sbagliare o ad essere sbagliati! Questo atteggiamento porta con certezza quasi matematica a risultati negativi. Chi ha successo difficilmente si arroga la pretesa di sapere cosa è giusto o cosa è sbagliato; chi ha successo semplicemente fa le cose che funzionano senza porsi tanti interrogativi e senza aspettare che siano gli altri a cambiare.
Lo so, tutti noi siamo allettati dall’eventualità che gli altri cambino atteggiamento nei nostri confronti, o che la vita stessa si decida a trattarci con più benevolenza. Ma nessuna di queste due ipotesi si avvererà se noi non cambiamo prima qualcosa nelle nostre azioni. Devi cominciare a fare qualcosa di diverso. Allora sì, domani non sarà più come oggi.
SE VUOI OTTENERE CIO’ CHE NON HAI MAI OTTENUTO, DEVI FARE CIO’ CHE NON HAI MAI FATTO. Questo è il primo segreto che sta alla base di qualsiasi successo, sia esso sentimentale o professionale.
Ora la domanda che ci si pone è: d’accordo, bisogna fare qualcosa di diverso… ma che cosa?
La scienza del comportamento umano, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Lo studio dei meccanismi inconsci che portano un individuo a prendere una decisione piuttosto che un’altra, ha recentemente fatto sorprendenti scoperte spesso smentendo teorie psicologiche che si ritenevano indiscutibili.
Soprattutto la sperimentazione sul campo, nell’ambito delle dinamiche di relazione e di comunicazione, ha permesso di scoprire gli schemi che stanno dietro a comportamenti che, fino a pochi anni fa, si ritenevano governati esclusivamente dal caso o dalla chimica come ad esempio l’attrazione sessuale. Per quanto riguarda quest’ultima si è scoperto che esistono segnali, vie di comunicazione e schemi di comportamento che possono attivare, con precisione quasi matematica, gli impulsi dell’innamoramento e della fascinazione.
A questo punto sorge un’altra considerazione: ma acquisire queste conoscenze costa!
Bene, alcuni anni fa un grande filosofo contemporaneo disse: ”Se ritenete che la conoscenza sia cara, cominciate a chiedervi quanto vi sta costando la vostra ignoranza!”.
Torniamo infatti all’esempio dell’attrazione sessuale. Hai mai provato a calcolare quanto ti costa in un anno, tra regali, ristoranti ecc., corteggiare le donne che ti interessano col risultato di andare quasi sempre in bianco? Se sei una donna ti sei mai chiesta quanto ti è costato farti bella per l’uomo dei tuoi sogni col risultato che lui magari si e messo con un’altra o, peggio ancora, con una tua amica o addirittura ti ha mollato dopo pochi giorni?
Il secondo segreto del successo è la CONOSCENZA; il cosiddetto “know how”. Sempre negli ultimi anni si sono studiate le strategie vincenti di migliaia di persone di successo. Si è scoperto che tutte queste persone hanno una caratteristica in comune e cioè hanno investito tantissimo in conoscenza e formazione. Infatti, rimanendo sempre in tema sentimentale-sessuale, non trovi che sarebbe molto meglio sapere come incrementare del 70-80% i risultati positivi imparando a spendere il 70-80% in meno di quello che spendi attualmente?
(Seduzione)
3 febbraio 2008
La felicita': strategie per essere felici
La felicità consiste nel provare quello che c'è di bello nella vita. Si tratta di un’abilità individuale, e non di un’eventualità del destino: tutti possono essere felici se imparano a capire come si fa ad esserlo. Infatti, per vivere una vita felice è necessario essere capaci di godere di ciò che già si ha.
La felicità non va ricercata nel futuro, ma nel presente, perché non dobbiamo dimenticare che il nostro attuale presente è il futuro che immaginavamo per noi qualche tempo fa. Molti dei nostri desideri sono stati realizzati, ambiziosi traguardi sono stati raggiunti… Ma siamo forse per questo ‘Felici’ ora? La risposta, sono sicura, è ‘no’, o meglio ‘ancora no’.
Ognuno di noi ha qualcosa che ancora gli manca per essere felice: il matrimonio, un lavoro, la carriera, la casa, la laurea, la vacanza… L’evasione dal presente, l’incapacità di prendere decisioni, la tendenza alla procrastinazione determinano l’idealizzazione del proprio futuro, che intanto diventa il presente e la storia continua. La felicità, sempre rimandata all’indomani, continua a sfuggire alla nostra esistenza, nell’illusione che qualche forza magica, soprannaturale o anche proveniente da qualche misteriosa area del proprio sé possa finalmente risvegliarsi e risolvere per incanto tutti i problemi.
A volte l’infelicità deriva dalla sensazione di non avere o non avere abbastanza, di ciò che è necessario per vivere bene. Molto spesso si tratta di bisogni indotti dall'ambiente sociale ed in particolare da quei ‘persuasori occulti’ che, con logiche sottili ed ingannevoli, cercano di condizionarci nelle scelte e soprattutto nei consumi.
La verità è che, se vogliamo essere felici, possiamo esserlo immediatamente, perché la felicità non è nel futuro, ma nel momento presente: non conta quanto abbiamo, ma quanto riusciamo a godere di quello che possediamo.
E’ inutile trascorrere la vita inseguendo il successo, la fama, i soldi e il potere: mentre lottiamo e competiamo per raggiungere tutto ciò, ci allontaniamo inevitabilmente dai nostri valori e ci rendiamo schiavi di un sistema che da noi vuole sempre di più e sempre di meglio.
Solo concentrandoci sul processo anziché sul risultato, allontanandoci dalla competizione e dalle illusioni condizionanti coniate ad arte dagli strateghi della comunicazione, potremo ritrovare la gioia nelle piccole cose della vita quotidiana e ritornare ad impostare la vita secondo i nostri valori.
Infine un’ultima considerazione: solo l’essere umano comprende il senso della morte, perché è nel pacchetto delle sue conoscenze, sin da quando era bambino. La consapevolezza della propria sicura fine lo spaventa e per dimenticare questa paura tenta di esorcizzarla tentando di non pensarci. E’ un comportamento infantile, un meccanismo di difesa basato sulla negazione. La morte esiste e dunque tanto vale tenerne conto. Se la vita deve essere breve, facciamo almeno che sia lieta e lasciamo i tormenti, le angosce, le competizioni, gli accumuli, a quelli che pensano di non dover morire mai.
L'articolo della dottoressa Giuliana Proietti è tratto da "Il Pensiero Positivo" della Xenia Edizioni, Milano 2001.
(Salutedonna)
17 gennaio 2008
Anno Nuovo, Propositi Nuovi
Sembra ieri, ma è già passato un altro anno!
Cosa abbiamo fatto?
Cosa abbiamo ottenuto?
Cosa volevamo?
Casa ci siamo dimenticati di fare?
Le delusioni altrettante …
Poteva essere un anno migliore!
Il solito anno!
Non cambia mai niente!
E poi le speranze …
Speriamo che questo anno sia migliore del precedente.
Speriamo che succeda qualcosa di buono quest’anno.
Speriamo che la felicità, la serenità, la fortuna si ricordino di noi quest’anno.
E così brindiamo con amici, parenti, amori “collaudati” e amori che stanno per nascere. Brindiamo con chi ha vissuto l’anno “vecchio” insieme a noi e con chi “vivrà” il nuovo.
Ma quando l’anno nuovo apre le porte immancabilmente sentiamo qualcuno che dice: “ Che ne sarà di questo nuovo anno?”
Quando arriva l’epifania capita un evento incredibile: sembra che il nuovo anno sia già volato via insieme alle feste. Le persone riprendono la loro vita con la solita “speranza” nel cuore e si raccomandano a Dio affinché provveda per loro.
Le feste vanno via e il futuro è già arrivato, mentre il passato proprio non vuole abbandonarci. Albert Einstein diceva: “Non penso mai al futuro, arriva così presto”. Forse è così per tante persone e a dire il vero lo è anche per me, purtroppo!
Ma il tempo è formato da “Tre dimensioni temporali: passato, presente, futuro …” affermava Seneca e poi continuava “di questi, solo il passato ci appartiene veramente”. Sarà per questo che ogni anno per noi sembra uguale al precedente, ne più ne meno. Ogni anno incredibilmente ci ritroviamo ad affermare la stessa frase detta l’anno prima: “ Speriamo bene …”
Sarà perché la vita ci sembra sempre uguale. Sarà perché le cose che facciamo sono sempre le stesse. E sarà perché ogni anno dobbiamo fare i conti con il “Destino”. E allora ci ritroviamo a pensare ad amori volati via, a persone care che sono partite prima di noi, a occasioni mancate, alle opportunità fallite. E sappiamo inconsciamente che le stesse cose capiteranno ancora, anche nell’anno nuovo. E purtroppo succedono davvero!
Ti chiedi allora se l’anno vecchio non fosse poi andato così male come pensavi. E ti domandi cosa potevi cambiare per non fare accadere determinate situazioni. Rifletti su ogni minimo punto della vita “passata” e analizzi con precisione ogni giorno dell’anno precedente come per cercare di intuire cosa c’era di giusto e cosa invece poteva essere modificato.
Comprendi che il tuo passato, quello vissuto fino a pochi giorni prima, non era altro che il tuo presente organizzato male. E velocemente corri nella prima libreria in cerca di un’agenda giornaliera in cui riprometti di inserire ogni piccolissima frase, tutti gli appuntamenti, le cose da ricordare e quelle da memorizzare. E visto che ormai in libreria ci sei entrato compri anche l’ultimo libro che ti consiglia come cambiare la tua vita.
Lo so, è sempre così ogni anno!
Non si bada a spese per queste cose. L’agenda deve essere perfetta: colorata, grande, senza sprechi di spazi in ogni pagina perché “pensi” che sarai tu a riempire quei fogli bianchi. E guarda caso ti capita fra le mani un bel diario “personale”. Di quelli che hanno un lucchetto per ben nascondere i pensieri ad altrui occhi non desiderati.
E’ bello scrivere, ripeti a te stesso. Quest’anno scriverò il mio diario. Quest’anno cambierò VITA. Quest’anno è l’anno della svolta. Un nuovo modo di vivere e una nuova filosofia di vita.
Ho potuto constatare in questi anni che tra i tanti diari comprati solo uno ho scritto fino in fondo: il mio cuore.
E ho constatato che tante persone come me hanno fatto e faranno lo stesso anche quest’anno.
Se i diari potessero parlare ascolteremmo solo due pagine della loro vita segreta. E tutti incomincerebbero con la stessa frase: “Caro diario …”
Ma tutti “speriamo” di poter scrivere la nostra vita in un diario. Ecco cosa diciamo quando iniziamo a scrivere il nostro diario: “Voglio tenere un diario. Tutti i giorni annoterò pensieri, racconti, poesie, e sfogherò la mia vena malinconica”.
Ma quanti annotano i loro obiettivi, le loro speranze, i loro sforzi, gli impegni, le delusioni, i successi, ogni giorno? Non lo so, ma temo che siano in pochi.
Sempre Seneca diceva: “Dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente”. Ma il presente va gestito, organizzato, studiato, perfezionato e se necessario modificato o, addirittura, stravolto.
Fino a pochi anni fa anche io davo il benvenuto al nuovo anno con la “Speranza” nel cuore e sulle labbra.
SPERAVO che il nuovo anno fosse migliore del precedente perché ogni anno aveva portato con se qualche delusione, qualche tristezza e tanti fallimenti.
SPERAVO che il nuovo anno potesse regalarmi qualche sorpresa piacevole in tutti i campi della mia vita: amore, lavoro, famiglia …
SPERAVO che il nuovo anno portasse con se occasioni memorabili capaci di trasformare la mia vita.
SPERAVO che con il nuovo anno vecchi desideri, chiusi nel cuore, finalmente si realizzavano.
SPERAVO che la gente si accorgesse di me, del mio talento senza che io facessi nulla per loro.
SPERAVO che le persone a cui volevo bene capissero questo forte sentimento che provavo per loro e mi aspettavo il doppio da loro.
SPERAVO che il nuovo anno sarebbe stato l’anno della svolta, del successo o, più semplicemente, l’anno del riconoscimento.
E sperando-sperando gli anni passavano sempre uguali al precedente:
negativo, triste e deludente;
non mi regalava sorprese piacevoli ne in amore, ne professionalmente, ne in famiglia;
mai un’occasione degna di essere ricordata;
mai un desiderio realizzato, piuttosto l’ennesimo desiderio bruciato;
mai la soddisfazione di un riconoscimento.
E così vivevo certo che il nuovo anno finiva dove era cominciato: in un brindisi con amici e parenti.
E così mi ripromettevo di trascrivere le mie sensazioni, i miei dubbi, le mie speranze e i miei desideri sul “nuovo” diario.
Bastava poco, però, per farmi abbandonare l’idea di trascrivere ogni cosa perché mi accorgevo che stavo continuando a scrivere gli stessi desideri, le stesse sensazioni e le stesse speranze che avevo scritto l’anno prima.
Per alcuni anni non ho più comprato la fatidica agenda. Non ho tenuto un diario. Non ho creduto più a niente. E come per incanto le mie “negatività” accadevano puntualmente.
Ho visto morire mio padre, alcuni miei parenti, persone a me care; ho visto fallire il mio matrimonio; il mio lavoro, le mie speranze e ho visto volare via i miei sogni in un mondo dove non conoscevo la via.
Sapevo che la “vita è una ruota che gira”, ma non accettavo l’idea che la “vita non è breve …” piuttosto “La sentiamo noi breve con la nostra incapacità di vedere lontano”.
E ho compreso che “ la vita è un’avventura con un inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a casa dal caso” come ha scritto Roberto Gervaso.
Solo così ho ripreso a scrivere il diario delle mie giornate, ad annotare le mie follie, i miei segreti e le mie speranze. Perché voglio capire fino a quanto sono capace di realizzare con le mie forze. Perché voglio fissare i miei limiti e i miei successi per poter realizzarne di nuovi sempre più stimolanti e veri.
(ripreso da successo)
18 dicembre 2007
Come smettere di fumare e ritrovare la libertà
Diciamoci la verita': fumare non va piu' di moda.
Ormai i pochi fumatori vengono emarginati da tutti, per un semplice motivo: nessuno li sopporta piu'.
Non hai forse anche tu una cara amica che ogni volta che vai a cena fuori ti chiede di mettersi all'aperto? Nulla di male, se non lo facesse anche in pieno inverno...
Ma... la verita' e' anche che smettere e' tanto difficile per svariate ragioni. Non e' solo una questione di "dipendenza da nicotina".
Ok, la nicotina e' una droga e lo sanno tutti, ma non e' quella che ti impedisce di smettere. Questo e' quello che vogliono farti credere...
Smettere e' difficile solo per un motivo: le convizioni limitanti che qualcuno ti ha voluto installare (in cambio di tanti soldi).
Se vuoi scoprire come stanno le cose e come smettere in maniera definitiva, non perderti assolutamente No fumo - il Metodo Definitivo per Smettere di Fumare e Ritrovare la Liberta', il nuovo ebook di Giacomo Bruno disponibile da sabato 22 dicembre 2007.
Questo il sommario dell'ebook
Capitolo 1: I segreti per smettere di fumare in maniera definitiva
Capitolo 2: Le 3 strategie piu' efficaci del metodo "NO FUMO"
Capitolo 3: Raggiungere l'Allineamento personale ed essere "non fumatori"
Capitolo 4: Esercizi e strategie pratiche per lavorare sull'identita'
Capitolo 5: Le convinzioni potenzianti per smettere di fumare subito
Capitolo 6: Le abitudini vincenti di chi ha smesso di fumare per sempre
Capitolo 7: Tecniche pratiche per allontanare il vizio del fumo
Il metodo "No Fumo" ti aiutera' a dire addio al vizio del fumo, grazie a 3 specifiche strategie per smettere di fumare ovvero l'Allineamento, le Convinzioni e le Abitudini.
La tecnologia mentale utilizzata si chiama Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) che negli ultimi 30 anni ha estratto e modellato le strategie delle persone di maggior successo e di
coloro che sono riusciti a smettere di fumare da soli.
Lo ha fatto per carpire le tecniche e le strategie più efficaci per abbandonare la dipendenza dal tabacco in maniera rapida, veloce e duratura.
Per leggere l'anteprima dell'ebook, visita questa pagina.
23 novembre 2007
Superare la timidezza? Si può!
Come superare la timidezza, l’insicurezza, la paura di agire ecc. è una questione che coinvolge chiunque prenda la decisione di ottenere dalla vita qualcosa in più del solito. E’ come una forza invisibile che ti blocca completamente nel momento in cui devi intraprendere un’azione necessaria per conseguire un risultato.
Sono soltanto tre le paure istintive che ciascuno di noi ha già dalla nascita: la paura di cadere, la paura dei rumori forti e la paura di essere abbandonati. Sappiamo questo perché nel momento in cui un neonato ode un forte rumore sussulta e piange. Oppure quando ha la sensazione di perdere l’appoggio sotto di sé, o ancora quando viene privato per molto tempo del contatto fisico dei genitori, la sua reazione istintiva è quella di piangere.
Al di là di queste, tutti gli altri tipi di paura vengono acquisiti, o per meglio dire imparati, durante l’arco della nostra vita. Molte di queste paure ci vengono insegnate dai genitori, dalla scuola, dai media o da determinate esperienze che facciamo.
Per esempio, se un bambino vede la madre terrorizzarsi alla vista di uno scarafaggio, è facile che quel bambino impari la stessa forma di paura per imitazione. Allo stesso modo, se qualcuno sperimenta il fallimento quando tenta di fare qualcosa di nuovo, acquisirà una specie di fobia nei confronti di quella specifica azione. E’ il caso, ad esempio, della paura di avvicinare una persona sconosciuta. A volte è sufficiente un solo caso di fallimento per sviluppare la paura.
La paura è un’emozione utile; ma solo se viene incanalata propriamente può trasformarsi in un’alleata sulla via del successo. Per poter sfruttare questa emozione positivamente, occorre innanzitutto superarla. E’ necessario che tu diventi in grado di controllare la tua paura in un modo tale da impedirle di manifestarsi quando non è necessario.
Quando la paura incontrollabile prende il sopravvento nelle cose che facciamo, o desideriamo fare, porta inevitabilmente ansia, frustrazione, depressione, insoddisfazione e impedisce una serena visione del mondo. Ti impedisce di crescere e di realizzare i tuoi progetti.
Ci sono diverse categorie di paura. Alcune possono avere connotazioni estreme come le fobie mentre altre sono semplici blocchi mentali come la paura di parlare con estranei, di iniziare qualcosa di nuovo, la paura di non piacere, di non essere all’altezza ecc. ecc. Anche se la lista delle paure può essere infinita e ogni paura avere diversi significati, le strategie utili per superare le paure sono simili.
Il primo passo verso il totale superamento di una paura consiste nell’individuare il seme da cui questa paura si è sviluppata. Una certa quantità di autoanalisi è necessaria. Una volta individuata l’origine si può procedere con opportune tecniche a convertire la paura in un punto di forza.
Ad esempio, se il tuo dilemma è come superare la timidezza nell’approccio con una persona dell’altro esso, devi innanzitutto risalire al caso più antico di cui tu hai ricordo e in cui questa paura si è manifestata. In genere la prima situazione di cui ti ricordi coincide con il momento in cui la paura si è sviluppata.
Come abbiamo visto, paure quali la timidezza, l’insicurezza ecc. sono comportamenti che abbiamo imparato o comunque ci sono stati insegnati da qualcuno. Dobbiamo immaginare il nostro cervello che alla nascita è come un quaderno nuovo con tutte le pagine bianche. Non appena veniamo al mondo, le persone che ci circondano cominciano a fare a gara per scrivere su quel quaderno. Alcuni ci scrivono ricette utili come il saper costruire oggetti, utilizzare macchinari, fare i calcoli matematici ecc. ecc. Altri invece scrivono istruzioni deleterie come ad esempio il meccanismo della timidezza, della paura del giudizio altrui, della bassa autostima e via dicendo.
Ora, questo non deve essere un motivo per odiare i nostri genitori o chi altro, in quanto chi ci ha insegnato queste cose a sua volta lo ha fatto in maniera inconsapevole a volte addirittura pensando di fare un bene. E’ comunque fondamentale capire che come tutte le cose scritte su un quaderno possono essere cancellate e corrette oppure sostituite con altre più utili.
Le strategie di miglioramento personale attualmente a disposizione ci forniscono un’enorme quantità di strumenti efficacissimi per convertire le nostre paure in una fonte di inesauribile energia che possiamo utilizzare per rendere la nostra vita più serena e soddisfacente sotto tutti i punti di vista!
(da La seduzione)
12 novembre 2007
Quando l'abito fa il monaco
La comunicazione efficace è un pilastro della nostra vita, fatta di relazioni in ambito personale o professionale. Alessandra Mangatia, autrice dell'ebook L'abito fa il monaco, offre un punto di vista femminile sull'arte della comunicazione. Un'arte che si può imparare, grazie ad un atteggiamento mentale di apertura e curiosità. E grazie anche ad una buona stima di sè che è una base indispensabile per comunicare con sicurezza e senza stress.
"Per quanto riguarda la comunicazione - afferma Alessandra - l’aver stima di sé è un elemento di fondamentale importanza. Guardarsi allo specchio e vedersi in modo positivo ci aiuta con il resto del mondo in ogni momento della nostra vita; viceversa, una considerazione negativa di se stessi può determinare un maggior timore nell'affrontare i problemi e le circostanze della vita e una minore capacità di recupero di fronte agli insuccessi. Anche in ambito comunicativo si rischia di non poter raggiungere dei livelli ottimali se non si crede nelle proprie forze reali".
Credere nel proprio valore e sentirsi intimamente sicuri, aiuta a rispondere adeguatamente a sfide e opportunità; al contrario, se non crediamo in noi stessi e nelle nostre capacità e nel nostro essere degni d'amore e di stima, affronteremo la vita con più difficoltà.
Pensiamoci un momento. Quanto più alta è la stima di noi stessi, tanto più tendiamo ad essere ambiziosi, non solo e non necessariamente riguardo a carriera o guadagni, ma più in generale, per tutto ciò che speriamo di ottenere dalla vita, sia in ambito affettivo e sentimentale che nella sfera intellettuale, creativa, spirituale. Più è bassa invece la stima di noi stessi, più i nostri obiettivi sono limitati e addirittura più difficile diventa raggiungerli.
Entrambe queste posizioni tendono a rafforzarsi e a perpetuarsi: più ci stimiamo più sentiamo il bisogno di esprimere la nostra ricchezza interiore e di confrontarci con gli altri; quando invece ci sottovalutiamo diventa più difficile portare avanti le proprie idee, esprimere i propri sentimenti e in ultima analisi entrare in relazione con gli altri.
3 novembre 2007
Autostima, come incrementarla
L’autostima è l’insieme delle percezioni che hai di te stesso. Il tuo livello di autostima dipende normalmente dalla considerazione che hai delle tue abilità e da come pensi che vengano valutate dagli altri. L’autostima influenza tutto il tuo comportamento sia nel pubblico che nel privato. E’ costituita essenzialmente da un sistema di convinzioni interne che ci creiamo durante tutto l’arco della vita in seguito alle esperienze vissute e all’interpretazione di esse. Alcune di queste convinzioni possono risultare gravemente limitanti abbassando, a volte in maniera invalidante, il livello di sicurezza in se stessi. Possiamo incrementare notevolmente il nostro livello di autostima cambiando queste convinzioni limitanti o sostituendole con altre positive e motivanti.
Ecco alcuni consigli per cominciare ad incrementare la propria autostima:
1. Accettati per come sei
Impara ad accettarti e ad essere a tuo agio con te stesso. Sentiti comodo nella tua pelle. Spesso siamo molto più severi con noi stessi di quanto lo siano gli altri. Gli standard che a volte ci imponiamo possono veramente boicottare il nostro successo. Non sei perfetto e, per quanto tu possa lavorare sodo, non lo diventerai mai. C’è da dire però che sei unico! Possiedi una combinazione di personalità ed esperienze che ti rendono diverso da qualunque altra persona. Smetti di comparare te stesso agli altri e di vivere la tua vita in funzione di ciò che possono dire o pensare di te. Un simile atteggiamento porta soltanto alla frustrazione e all’insicurezza.
2. Concediti il permesso di sbagliare
Gli errori sono una parte naturale del successo e della crescita personale. Tutti ne commettiamo; è una componente fondamentale della vita. Tutti noi passiamo attraverso esperienze negative ed imbarazzanti. Gli sbagli sono le esperienze migliori per ottenere risultati, più delle esperienze positive! Un fallimento è sempre la conseguenza di una scelta e non ha niente a che vedere con ciò che tu sei, perciò non permettere agli errori di influenzare negativamente l’opinione che hai di te stesso
3. Ricorda che in ogni situazione hai sempre una scelta
Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso, questa è la verità! Ognuno di noi ha sempre la possibilità di scegliere come reagire ad una situazione o ad un commento. Nessuno può avere potere su di noi fintanto che non glielo concediamo.
4. Guarda le tue paure da una prospettiva diversa
Non sei la sola persona ad aver paura. Tutti noi abbiamo un’abilità innata per terrorizzarci. Impara a guardare le tue paure da un’altra prospettiva. La nostra mente è incapace di distinguere un evento immaginario da uno reale, perciò molto spesso la nostra paura nasce da ciò che noi pensiamo possa accadere. In questo caso la paura non è basata su di un evento reale. Abituati quindi a concentrarti sull’obiettivo finale e non sugli incidenti che possono capitare durante il percorso!
(da Seduzione)
1 novembre 2007
Libri / Vuoi Cambiare la Tua Vita?
Ne abbiamo già parlato, in questo blog, e giova sempre ricordarlo.
Nel corso della vita, le credenze e le convinzioni inconsce hanno il potere di condizionare le nostre azioni, spesso anche quelle che in realtà non ci appartengono. Ognuno di noi, in sostanza, ha due alternative:
• continuare ad assecondare gli stimoli del subconscio (generati dal retaggio culturale, dal vissuto, dalle convenzioni sociali) rimanendo schiavi delle abitudini;
• oppure imparare ad agire autonomamente e cambiare la nostra vita.
Vuoi cambiare la tua vita? di John Huston, attraverso il pensiero positivo e la visualizzazione creativa, ci aiuta a liberarci dalle catene invisibili che imprigionano la nostra mente orientandoci verso il successo. L’obiettivo è imparare ad agire consapevolmente e a modellare la propria vita in funzione dei propri desideri più profondi.
28 ottobre 2007
Libri / Il potere delle Credenze
Se volete cambiare la vostra vita – adesso – non c’è nulla di più potente che cambiare ciò in cui credete!
Il Potere delle Credenze, a partire dalle profonde verità dell’antica tradizione Tolteca, può cambiare il vostro modo di percepire l’esistenza e la vostra realtà personale.
Ray Dodd, autore di questo libro straordinario, dopo un incontro avvenuto per caso presso le rovine delle piramidi di Teotihuacàn, in Messico, ha iniziato un lungo apprendistato con Miguel Ruiz, medico e autore del best seller I quattro accordi, così com’era stato per Carlo Castaneda, che aveva appreso gli insegnamenti dell’antica tradizione Tolteca dal suo maestro don Juan.
La realtà che percepiamo ogni giorno è costituita dalle nostre "credenze", che benché ormai ci governino completamente, spesso non corrispondono ai nostri più profondi desideri. Allora come riconoscere, comprendere ed eliminare queste credenze, e come sostituirle in seguito con altre più rispondenti ai nostri desideri? Ray Dodd riesce a rispondere a questo interrogativo vitale nelle pagine de Il Potere delle Credenze.
Potrete modificare la vostra vita nel modo che più desiderate semplicemente utilizzando la vostra mente e la vostra interiorità come palestra e laboratorio pratico!
E ancora scoprirete il segreto per cambiare qualsiasi credenza basata sulla paura; la chiave per eliminare l’ansia, la negatività e l’auto-denigrazione; come scegliere la felicità, anche quando tutto va a rotoli; come percorrere la strada che conduce alla vera autorevolezza e al potere personale.
…un incredibile tesoro, un modello di consapevolezza e cambiamento di grande profondità.
Ray Dodd è un master coach in "credenza", insegnante e mentore della saggezza dei Toltechi. Come fondatore della Everyday Wisdom (Saggezza quotidiana), aiuta a forgiare nuove credenze e nuovi consensi/accordi interiori che abbiano come effetto un cambiamento positivo e duraturo.
Prima di diventare uno scrittore e un coach è stato musicista professionista, ingegnere, nonché dirigente di una compagnia di servizi.
Oltre all’attività di coach, tiene seminari sulla saggezza dei Toltechi e sul Potere della Credenza negli Stati Uniti e all’estero.
Libri / La Biologia delle Credenze. Nuova edizione 2007
Bruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita.
Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA.
Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano.
Le sue rivoluzionarie ricerche sulla membrana cellulare hanno precorso la nuova scienza dell’epigenetica e hanno fatto di Lipton una delle voci più note della nuova biologia.
Bruce H. Lipton e La Biologia delle Credenze
Durante il periodo in cui Bruce Lipton, Ph.D, lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze.
Questo prova che non siamo degli "automi genetici" vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia.
Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro "La biologia delle Credenze". Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all'avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo
livello più fondamentale.
Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell'evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l'opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste?
30 settembre 2007
Le credenze limitanti: come cambiarle
Smettere di lavorare duro è uno degli obbiettivi che tutti (o quasi), sperano di raggiungere. Cercare di lavorare con intelligenza per soddisfare i propri bisogni, avere più tempo per se stessi e la propria famiglia, raggiungendo la libertà finanziaria.
La gente cerca un metodo per fare soldi, ma l'aspetto più importante è quello psicologico, cambiare mentalità, convinzioni e credenze limitanti.
Queste convinzioni e credenze limitanti, ci sono state trasmesse dalla famiglia: "Vai a scuola, prendi dei buoni voti, una laurea, trova un buon lavoro, meglio se in banca. Ma la scuola non insegna alcun concetto sulla capacità finanziaria, sul gestire il denaro, nè tanto meno a produrlo. La nostra formazione passa attraverso due stadi: quello che consiste nell'imparare a leggere e a scrivere e quello professionale dove apprendiamo i principi del lavoro che abbiamo scelto. Ma la formazione più importante, quella che ci consente di vivere serenamente è la Formazione Finanziaria.
Cambiando le nostre credenze cambiano anche le nostre azioni che producono risultati che confermano le nostre credenze. Henry Ford diceva: "Che tu ci creda o no, comunque avrai ragione".
Ognuno di noi si trova quindi con una miriade di credenze che ha archiviato nel proprio cervello, senza sapere perché siano lì o come ci siano arrivate.
E' possibile cambiare credenze?
Certo che è possibile! Ecco i cinque passi fondamentali.
1) Associare dolore alla vecchia credenza
Cominciare a riflettere su quanto ti potrà costare per mantenere questa credenza nella vita, limitare il tuo futuro, quante opportunità ti potrebbe far perdere e sofferenze per gli anni a venire. Quindi chiediamoci:
- Quanto mi costerà emotivamente non abbandonare questa credenza?
- Quanto potrebbe danneggiarmi fisicamente non abbandonare questa credenza?
- Che effetto avrà sulle persone a me care non abbandonare questa credenza?
2) Creare dubbi
Porsi delle domande che creino dubbi.
- Ma le cose stanno sempre così?
- Questa credenza è ridicola o assurda?
- Ho dei veri e concreti riferimenti che mi confermino questo?
3) Scegliere una nuova credenza potenziante
Scegliere una nuova credenza potenziante che sostituisca la vecchia, capace di dare una mano per ottenere ciò che uno vuole nella vita.
- Ho tutte le capacità necessarie per fare ciò che desidero. Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me.
- Solo lasciando andare ogni barriera posso provare l'amore e la passione che merito.
- Ho sempre l'età giusta per fare ciò che desidero e credo giusto per me!
4) Cercare riferimenti per la nuova credenza
Individuare nei propri ricordi riferimenti concreti di quante volte nella vita si è già sperimentato che ciò in cui si è deciso di credere è vero. Cercare nel passato riferimenti che danno conferma della veridicità di questa tua credenza.
5) Associare grande piacere alla nuova credenza e vivere in anticipo i risultati.
Associare grande piacere nella nuova credenza e di vivere ogni giorno credendo in qualcosa che vi aiuti a essere al meglio. Immaginarsi di agire con questa nuova credenza e di raggiungere i propri obbiettivi con facilità e naturalezza. Osservare chi ha ottenuto i risultati che si desiderano e chiedersi in cosa quella persona crede.
Associare credenze potenzianti sul denaro è possibile, bisogna cambiare il proprio stato d'animo, le proprie azioni e modificare la qualità della nostra vita. Crearsi delle regole nei confronti del denaro.
Seguire corsi di formazione, leggere libri su personaggi che sono riusciti ha raggiungere la propria ricchezza, è un'ottima iniziativa.
Crearsi delle entrate automatiche, (senza lasciare il proprio lavoro) è la cosa giusta da fare, per generare un nuovo flusso di denaro. Le entrate automatiche sono quelle che danno la vera ricchezza.
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